La diplomazia culturale illumina il Red Carpet e il palmarès

Venezia trionfa nel segno della diplomazia culturale alla serata conclusiva dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, un evento che ha saputo coniugare la grande arte cinematografica alle più alte sfere delle relazioni internazionali. La prestigiosa cerimonia di premiazione ufficiale ha visto la partecipazione di massime autorità istituzionali, star mondiali e illustri esponenti del panorama diplomatico, tra cui ha spiccato la qualificata presenza del Professor Mattia Carlin, Vicepresidente dell’UCOI (Unione dei Consoli Onorari in Italia). La partecipazione di Carlin sottolinea il legame sempre più stretto tra la kermesse lagunare e le reti consolari impegnate nella valorizzazione della cultura italiana all’estero, ricordando come l’UCOI, istituzione capillarmente diffusa e ufficialmente riconosciuta dal Ministero degli Esteri, abbia la sua prestigiosa sede proprio presso il Circolo degli Esteri a Roma, configurandosi come un pilastro fondamentale per il dialogo internazionale e la cooperazione strategica applicata anche all’industria dell’audiovisivo.

A fare gli onori di casa nel prestigioso Palazzo del Cinema del Lido è stato il Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che nel corso dell’evento e durante i bilanci conclusivi ha espresso profonda soddisfazione per lo straordinario livello artistico raggiunto in questa edizione. Nelle sue dichiarazioni, Buttafuoco ha sottolineato come la Mostra sia riuscita a coniugare una qualità senza scorciatoie all’indipendenza espressiva, confermando Venezia quale snodo cruciale per interpretare i drammi e i cambiamenti geopolitici del nostro tempo attraverso la lente dell’arte e della cultura.

Mattia Carlin, Vicepresidente UCOI, sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia

La Giuria Internazionale, guidata dalla presidente Maggie Gyllenhaal, ha decretato un palmarès fortemente internazionale, incoronando opere di grande impatto sociale. Il Leone d’Oro per il miglior film è stato assegnato al dramma danese Kvinde Ukendt (Woman Unknown), diretto dalla regista May el-Toukhy, un’intensa pellicola che racconta le inquietudini e i sacrifici del secondo dopoguerra, che ha visto trionfare anche Mathilde Arcel con la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile. Il Gran Premio della Giuria è stato invece conquistato dall’opera coreana Possible Love di Lee Chang-dong, mentre la sezione Orizzonti ha regalato una nota di grande orgoglio per il cinema italiano con il premio a Riccardo Scamarcio come miglior attore, a conferma dell’ottimo posizionamento e del valore delle produzioni nazionali nelle sezioni competitive.

Oltre alle delegazioni dei film vincitori provenienti da oltre sessanta paesi, il parterre degli ospiti ha unito il mondo del grande schermo alle massime sfere istituzionali. Accanto al direttore artistico della kermesse Alberto Barbera e ai conduttori delle serate ufficiali Greta Scarano e Nicolas Maupas, il red carpet ha visto sfilare delegati governativi e autorità culturali di rilievo. In questo contesto di respiro globale, la presenza di Mattia Carlin per l’UCOI ha rappresentato idealmente la centralità di Venezia non solo come capitale del cinema, ma come autentico ponte di dialogo interculturale in grado di connettere le istituzioni dei consoli onorari, radicate nella diplomazia istituzionale e riconosciute dalla Farnesina, alle più dinamiche industrie creative del mondo.

Fonte: The Italian Globe, 13 settembre 2026